Una Finestra sulla storia
Un cavaliere a Castiglione tra angioini e aragonesi

Prefazione

  
Una Finestra sulla storia
Quaderni della Sezione Sudest Barese
Studi in memoria di
Claudio Andrea L'Abbate
n. 2

La Sezione “Sudest Barese” della Società di Storia Patria per la Puglia che fa capo a Conversano ha affidato al Dipartimento di Biologia, Laboratorio di Antropologia dell’Università degli Studi di Bari la cura di questo secondo volume dei Quaderni. Questa Collana di “Studi in memoria di Claudio Andrea L’Abbate” accoglie, quindi, i risultati di un interessante progetto scientifico che si caratterizza per molteplici aspetti, che ne fanno un lavoro esemplare sia per l’argomento sviluppato e sia per l’articolato insieme dei contributi. Se l’obiettivo primario della Collana consiste, infatti, nella proposizione di studi che si contraddistinguano per la loro valenza sul versante della novità e per un allargamento dell’ottica di fruizione, allora si deve convenire che in questo caso il lavoro proposto non solo soddisfa gli “addetti ai lavori” ma risulta accattivante anche per tutti coloro che rivolgono la propria attenzione ai beni culturali del territorio.

Il progetto consiste in una impegnativa indagine antropologica riguardante un nutrito gruppo di individui, i cui resti scheletrici erano stati recuperati nello scavo archeologico eseguito presso i ruderi della chiesetta medievale di Castiglione, antico casale abbandonato del territorio di Conversano. Indagine coordinata dal prof. Sandro Sublimi Saponetti che dirige il Laboratorio di Antropologia dell’Università di Bari e che ha coinvolto numerosi ricercatori e studiosi, tutti specialisti nei rispettivi settori, i quali hanno fornito contributi essenziali al lavoro complessivo, sempre sostenuti da correttezza scientifica ma anche proposti con testi “semplificati” e accessibili a tutti. Un lavoro contraddistinto da competenza, passione e impegno. L’indagine, inoltre, non solo è stata condotta nel campo prettamente scientifico, ma si è aperta anche sul fronte della ricerca storico-documentaria, iconografica, architettonica. Insomma, un importante lavoro multidisciplinare che si collega alla storia del territorio di Conversano e, nello stesso tempo, rinnova l’interesse per il fenomeno più generale del popolamento rurale in età medievale e degli insediamenti che si produssero in quel periodo storico. A questo riguardo, lo studio – per questa parte curato dalla dott. Giulia Perrino – si è esteso in direzione delle discipline più propriamente storiche, sia richiamando vicende e periodi della storia di Conversano a cui Castiglione è stato strettamente legato, sia individuando dirette testimonianze provenienti o tuttora presenti nell’area di Castiglione, che nel medioevo aveva assunto la tipica fisionomia di casale fortificato. 


Per un’altra ragione il libro acquisisce un ulteriore merito e potrà caricarsi – ne siamo certi – di un più largo significato: il filo conduttore che via via ha legato i vari elementi e rafforzato la ricerca è incentrato sul personaggio, il “cavaliere” di Castiglione, e sull’ambiente storico e antropologico nel quale si svolse la sua attività. Eppure, a nessuno – intendo a chiunque possegga una conoscenza sia pure parziale della località per i suoi aspetti topografici, archeologici e, naturalmente, paesaggistici e ’romanticamente suggestivi’ offerti anche dai ruderi tuttora emergenti sull’altura, su cui non sono mancati gli sforzi di approfondimento operati in precedenti occasioni e approdati a significative pubblicazioni: cito soltanto l’ottocentesca monografia dell’architetto Sante Simone che ’scopriva’ e pubblicava le “mura ciclopiche” di Conversano e Castiglione (Simone 1887), per arrivare agli studi sull’età medievale (L’Abbate 1985) e alla complessiva rassegna delle scoperte archeologiche susseguitesi in questo insediamento (Ciancio - L’Abbate 2013) – a nessuno, dicevo, potrà sfuggire l’importanza che proprio questo libro faccia da trait d’union tra i pochi interventi del passato e le molteplici prospettive che l’insediamento di Castiglione, autentica miniera di informazioni, vera risorsa di natura storico-ambientale, potrà riversare sulla bilancia delle future attività. Uno dei due piatti richiede indubbiamente idee attuabili, progetti intelligenti e impegnativi, capacità di intercettare risorse economiche da investire per la ricerca, il recupero e la valorizzazione del patrimonio oggi ’nascosto’ su Castiglione; l’altro piatto della bilancia non potrà che colmarsi con i risultati degli studi, con l’arricchimento del bene culturale recuperato, con l’esercizio di attività didattiche, culturali, turistiche che in questa parte del territorio potrebbero mettere in moto un complesso meccanismo che coinvolga diverse aree culturali e alcuni settori produttivi.

L’iniziativa dovrà essere ripresa dall’ente pubblico, il Comune di Conversano, proprietario del sito e già detentore di un patrimonio storico-archeologico di grande valore, finora episodicamente offerto alla fruizione pubblica. Ma, come dimostrano la realizzazione del progetto del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari e questo libro che viene edito a cura di una associazione di volontariato, anche altre istituzioni e risorse intellettuali sono disponibili sul territorio. Si Una finestra sulla storia | 7 tratta di precisare una serie di obiettivi possibili e di essere concretamente operativi in un lavoro di sapiente coordinamento. Se non si mette in azione questa bilancia, si svuoteranno tante giuste aspettative e, soprattutto, su Castiglione si lascerà avanzare soltanto il degrado. Conosciamo i tanti rischi e le enormi perdite causate dal tempo e dall’incuria sul territorio: un esempio è nel nord barese dove, pur nella diversità delle situazioni, gli ultimi decenni hanno segnato la irrimediabile perdita di tante testimonianze su antichi insediamenti rurali, sulle relative chiese, torri e masserie architettonicamente interessanti di cui una ricca bibliografia ci ha trasmesso una vasta quanto suggestiva rassegna (per tutta l’area e per i richiami bibliografici si veda Triggiani 2008). Guardiamo, d’altra parte, con attenzione al positivo ed esemplare recupero del casale di Balsignano (Modugno), e consideriamo quanto ne ha guadagnato il territorio: il piatto della bilancia pende tutto dal lato che oggi vede realizzato e vivacemente attivo il suo “Parco”. E questo alimenta anche la nostra fiducia nel ’futuro’ di Castiglione.

Infine, come era solito dire il nostro Claudio Andrea dopo aver introdotto il tema di base della conversazione: “Bene. Ora entriamo nel merito delle questioni che sono state solo richiamate, e lasciamo spazio ai dati oggettivi, alle ragioni di fatto e alle osservazioni critiche”. E questo è possibile grazie all’attento lavoro dei curatori dell’opera e ai puntuali contributi offerti da tutti gli autori dei testi che compongono il volume. A loro va il mio pensiero di gratitudine.

Vito L’Abbate

Introduzione

  
Una Finestra sulla storia
Quaderni della Sezione Sudest Barese
Studi in memoria di
Claudio Andrea L'Abbate
n. 2

Questo volume è il risultato di due anni di indagini scientifiche, condotte da un team internazionale e multidisciplinare guidato da Sandro Sublimi Saponetti. L’oggetto di studio si è concentrato in prima battuta sui resti scheletrici di un uomo vissuto seicento anni fa a Castiglione, un villaggio rurale oggi scomparso presso Conversano, e si è progressivamente allargato all’intero nucleo insediativo e alla storia della sua comunità nel delicato momento di passaggio tra l’età angioina e l’età aragonese.

Le ricerche effettuate, mosse dal desiderio di ricostruire storia, ambiente, costumi e società dell’individuo sepolto nella Tomba 6 della chiesa del villaggio, hanno investito l’ambiente naturale, le testimonianze materiali e i dati rinvenuti con scavi archeologici, le componenti architettoniche dei resti dell’abitato, le fonti documentarie; un secondo e più specifico campo di indagine ha riguardato in modo dettagliato e lenticolare gli aspetti prettamente antropologici relativi all’individuo della Tomba 6 e ad altri antichi abitanti di Castiglione; l’insieme dei dati, infine, è confluito nelle riflessioni di carattere più spiccatamente storico e nelle proposte di valorizzazione dei contenuti scientifici maturati.

A ciascuna di queste macro-aree di intervento corrisponde una sezione del volume, che rispecchia in modo fedele anche il dialogo tra gli studiosi, il cui dibattito si è spostato progressivamente dal singolo soggetto – l’uomo sepolto nella tomba 6 – all’intera comunità del villaggio e al suo orizzonte di vita. Grazie alla ricerca oggi possediamo su quest’uomo molte informazioni: per esempio che mangiava molta carne, che andava costantemente a cavallo – ed è per questo che lo chiamiamo cavaliere –, che è caduto da cavallo procurandosi una lussazione della spalla mai guarita, che è morto probabilmente per un infarto a quasi 50 anni. Eppure, ci sfuggono diversi aspetti: non sappiamo il suo nome, ad esempio, né possiamo avanzare ipotesi sicure sul suo ruolo all’interno della comunità in cui viveva. Tuttavia, gli elementi a nostra disposizione ci hanno consentito di osare: e grazie alla collaborazione di tutto il gruppo le riflessioni e gli studi sono confluiti in una vera e propria ricostruzione materiale del nostro uomo, che ha quasi il sapore di una “fotografia”, con il volto segnato dal dolore e dagli acciacchi di una vita certo non facile anche se più agiata rispetto agli standard dell’epoca. Un’istantanea preziosa che ci consente di aprire una finestra sulla storia della Puglia intorno alla prima metà del XV secolo.

A conclusione di questa prima parte del progetto, testimoniata dalla realizzazione della ricostruzione del busto del cavaliere e dalla pubblicazione del presente volume, si può affermare che si è trattato di un felice connubio tra studi umanistici e studi scientifici, di un progetto multidisciplinare in cui si sono uniti studiosi di diversa formazione e competenza; valore aggiunto è stata la proficua e costante collaborazione del gruppo di lavoro, caratterizzata da un serrato e vivace dibattito critico e confluita in un virtuoso processo di integrazione e discussione dei dati.

L’attività di ricerca non si è limitata allo stretto ambito dei laboratori e delle aule universitarie, ma ha investito anche il territorio, gli enti, le amministrazioni, gli organismi di tutela, in un progetto comune di sviluppo e valorizzazione di uno dei numerosissimi beni culturali della nostra regione, costituendo, di fatto, una vera e propria filiera territoriale in cui anche un virtuoso comparto privato ha fornito competenza professionale e sostegno progettuale al lavoro pubblico.

Questo progetto non sarebbe stato così proficuo e costruttivo senza l’entusiasmo di tutto il gruppo. A ciascuno dei componenti va il ringraziamento dei curatori, con una particolare e speciale attenzione a Paolo Perfido e Vito L’Abbate.

 

Giulia Perrino, Sandro Sublimi Saponetti
Scheda bibliografica
vuoto
a cura di

Giulia Perrino e Sandro Sublimi Saponetti

Autori SEZIONE I:
Il villaggio rurale fortificato di Castiglione
  • Evoluzione del paesaggio nel territorio di Castiglione (Enrico Altini, Daniela Clemente, Alessio Vovlas)
  • Il sito di Castiglione tra conoscenza e valorizzazione (Angela Ciancio)
  • La storia del casale attraverso i dati della ricerca archeologica (Antonella Caprio)
  • Castiglione: un villaggio fortificato di fondazione angioina (Paolo Perfido)
  • La chiesa dell’Annunziata e la sua necropoli (Vito L’Abbate)
  • Tracce pittoriche dalla chiesa dell’Annunziata (Vito L'Abbate)
  • Castiglione nei documenti (Antonio Fanizzi)
SEZIONE II:
Il cavaliere di Castiglione e gli abitanti del villaggio
  • Chi era e come viveva: profilo bio-antropologico dell’uomo sepolto nella tomba 6 (Ginevra Panzarino, Sandro Sublimi Saponetti)
  • Quando è vissuto: la datazione al radiocarbonio e l’estrazione del DNA (Cristina Valdiosera, Riccardo Rodriguez, Colin Smith)
  • Il cavaliere ai raggi X: i risultati della T.A.C. (Luigi De Pascale)
  • Cosa mangiava: le indagini paleonutrizionali (Ilaria Vigliatolo, Alessandra Bacci, Fulvio Bartoli)
  • Che patologie aveva: le indagini chimiche e biomolecolari (Aldo Cavallini)
  • Gli abitanti del villaggio: profilo bio-antropologico degli individui sepolti nella chiesa (Francesca Baldassarre, Emanuela Bellini, Sandro Sublimi Saponetti)
  • Dominazioni e genetica: Castiglione e l’Europa (Fabrizia Andriani, Sandro Sublimi Saponetti)
SEZIONE III:
Dalla ricerca scientifica alla divulgazione
  • Che aspetto aveva: la ricostruzione del cranio con tecniche di fabbricazione digitale (Vito Cascione)
  • Il volto: la ricostruzione manuale in 3D con il protocollo di Manchester (Sandro Sublimi Saponetti, Fabrizia Andriani, Francesca Baldassarre, Emanuela Bertini, Giacomina Adriana de Musso, Marco Vito Guglielmi, Maria lodice, Ginevra Panzarino, Grazia Sassanelli, Ilaria Vigliarolo)
  • L’incarnato: tecniche di modellazione dei muscoli e patinatura della pelle nella ricostruzione del volto (Antonio Rizzo, Francesco Granito)
  • Gli occhi: la realizzazione di protesi oftalmiche (Giuseppe Ranieri)
  • Il costume e l’acconciatura (Luigi Spezzacatene)
  • L'orizzonte di vita: un uomo d’arme nella Puglia del XV secolo (Fabio Armenise, Sergio Chiaffarata)
  • Fonti iconografiche per la storia del costume in Puglia nel basson medioevo (Giulia Perrino)
  • Note di storia dell’alimentazione nel basso medioevo (Fabio Armenise, Gilda Depalo)
  • Didattica e ricostruzione storica. Proposte divulgative (Fabio Armenise, Sergio Chiaffarata)
  • Conclusioni (Giulia Perrino, Sandro Sublimi Saponetti)
Titolo Una Finestra sulla storia - Un cavaliere a Castiglione tra angioini e aragonesi
Stampa ComunicaAzioni
ISBN 9788890696732
Prezzo € 15,00
data pub. dic. 2017
In vendita presso:
Società di Storia Patria per la Puglia 
Sezione Sudest Barese - Conversano
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