• Noicattaro
Arte - la mia seconda pelle
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Recensione
  
 


Come classificare “Arte – la mia seconda pelle” di Rosa Didonna non è certo facile. Questo libro, ricco nel suo apparato iconografico, ripercorre le tappe più significative della carriera dell’autrice-artista e si avvicina a generi letterari diversi: dal romanzo autobiografico al saggio critico, dalla “carta d’artista” al diario personale. Imbattersi nella lettura di questo composito scritto, induce il lettore ad intraprendere un affascinante viaggio nella vita personale, nei ricordi, nei sogni e nelle delusioni di Rosa o Rosetta come ella stessa si chiama quando ne parla in terza persona. Il linguaggio, semplice e fluente stimola la lettura anche quando il racconto è interrotto da versi poetici. Ma parliamo proprio dell’artista, che già da una occhiata superficiale e veloce mostra la sua originalità ed il suo eclettismo. Impegnata nella sperimentazione di tecniche sempre nuove, Rosa Didonna presenta lavori ad olio legati ad un rigido accademismo e dunque ascrivibili ad una fase iniziale della sua carriera accanto ad opere ad acquerello fino alla sperimentazione di tecniche nuove ed alternative. Mi vengono subito in mente le tele realizzate con colori ad olio misti ad acqua ed il loro effetto indefinito e a macchia o ancora l’utilizzo di una tela a nido d’ape quasi ad emulare antichi smalti cloisonné o moderni pixel informatici. La sua creatività ed originalità non si limita tuttavia alle tecniche utilizzate ma in un processo di continua evoluzione Rosa sperimenta diverse forme artistiche, spaziando dunque dalla pittura alla scultura, dalle installazioni plurimateriche alle performance, veri e propri tripudi d’arte che abbracciano musica, danza, colori e forme. Non mancano all’appello il design e la moda esperiti in istallazioni che hanno fatto il giro del mondo. Ma in questo magma di forme e colori, quale è appunto la produzione della “sacerdotessa dell’arte” possiamo trovare delle costanti che rimandano senza alcun dubbio alla sua biografia, ricca com’è di spunti interessanti ed elementi di riflessione. La donna. Si, è proprio questo il soggetto privilegiato delle sue opere, una donna vista ed analizzata nelle sue diverse peculiarità ed ambivalenze: ora Madonna ora eroina, femme fatale o donna angelicata, geisha o madre premurosa caratterizzata sempre da una dignità quasi ieratica che la pone “super partes” all’interno di una società che col suo continuo ed indistinto fluire livella le personalità. Posto questo come fil rouge della sua pluriennale carriera è possibile ripercorrere, attraverso le pagine del suo diario, le pagine della sua vicenda esistenziale e professionale. Dato a mio avviso degno di nota è proprio la presenza nella sua famiglia di un ordine matriarcale. La madre, la persona più importante nell’evoluzione psichica di un fanciullo che ostacola la piccola Rosetta nella sua passione costringendola  al lavoro di cucito e ricamo con le sorelle. Ma ancora la presenza costante e amorevole del padre che si occupa della sua crescita inculcandole sani principi morali e poi la figura del nonno il quale regalandole, in occasione dl decimo compleanno, una tavolozza con dei colori dà voce e consistenza al suo sogno. E così, la fanciullezza e l’adolescenza vissuta in un piccolo centro contadino quale Noicattaro formano l’artista, alimentando la sua indole ribelle e il suo spirito libero. Trova nei colori lo strumento per evadere da quello che ormai le sta stretto e producendo autoritratti/maschere costruisce pian piano quella immagine di sé che si fa strada su tutto il territorio nazionale e internazionale. Da giovane ribelle e curiosa inizia a girare il mondo venendo a contatto, più o meno diretto con quelli che si possono considerare i suoi modelli: il Picasso Di Guernica, Guttuso, Leger, Schiele e il gruppo dei Fauves. Ma ancora, a mio avviso è possibile rintracciare modelli più antichi come ad esempio la Madonna della Misericordia di Piero della Francesca e tutta la serie di Madonne del manto che popolano la storia dell’arte per l’opera Donna-Madonna in cui al posto dei fedeli, che trovano riparo sotto il manto di Maria, trovano spazio personaggi raffiguranti le tante sfaccettature che compongono la personalità femminile. Le emozioni e le sensazioni che si provano trovandosi di fronte ad un’opera di Rosa Didonna sono riconducibili ad una sfera onirica, al sogno che trova espressione nella vivacità dei colori e nell’incastrarsi di forme che dal disordine creano immagini definite e dal forte impatto visivo. Possiamo concludere affermando che l’opera di Rosa, che in questo testo trova la sua sistematica catalogazione, può essere considerata la manifestazione visiva di un artista caparbia ed originale, impegnata nell’affermazione dei suoi sogni, delle sue aspettative e dei suoi diritti e con essi quelli di tutte le donne di cui si fa portavoce e testimone.  
         

Giovanni Masiello

 

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Scheda bibliografica
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Autore Rosa Didonna
Titolo Arte - la mia seconda pelle
Editore Messaggi edizioni - Cassano delle Murge
Prezzo € 15.00
data pub. settembre 2010
In vendita presso:
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