|
Cinque secoli di storia, culto e arte dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento di Monopoli
L’Archivio Unico Diocesano di Monopoli e l’Ufficio Valorizzazione Beni Culturali della Diocesi di Conversano-Monopoli, col patrocinio del Comune di Monopoli e in collaborazione con il Centro Studi Storici e Socio-Religiosi in Puglia, hanno promosso una Giornata di Studio quale importante appuntamento culturale per celebrare i cinquecento anni di fondazione dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento di Monopoli.
Illustri accademici e ricercatori si sono ritrovati nel borgo antico di Monopoli, nella vetusta e splendida cornice del Museo Diocesano, all’interno dell’ex Seminario Vescovile, per una approfondita riflessione su uno dei più antichi sodalizi della città, spinti da una forte curiosità e passione per la conoscenza.
Già nei decenni passati lo studio dell’Arciconfraternita del Sacramento di Monopoli, ha permesso agli studiosi riflessioni e dibattiti sulle origini, gli uomini e le regole dello statuto.
Nel 1985, il Convegno Internazionale di studio “Monopoli nell’età del Rinascimento”, attraverso alcuni pertinenti contributi, permise di comprendere le motivazioni originarie che spinsero gli 80 uomini di ogni classe sociale - tra questi anche Costantino Pittori detto Costantino da Monopoli - a supplicare, con atto rogato il 29 dicembre 1513, l’autorità ecclesiastica per l’approvazione degli obblighi statutari. Nel 1988, con i “Seminari Internazionale di Studi sulle Confraternite” avviati dal Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia, si compie un lavoro certosino e sistematico di conoscenza su più di un migliaia di confraternite esistenti in Puglia, compresa quella monopolitana, sulla loro importanza dal punto di vi sia religioso-devozionale e socio-assistenziale e si rilevava l’importanza di ogni associazione laicale di fronte al potere laico ed ecclesiastico. La mostra “Confraternite arte e devozione in Puglia dal Quattrocento al Settecento” ha arricchito ulteriormente la conoscenza in special modo riguardo al notevole apporto che le confraternite hanno saputo trasmettere nella committenza artistica, architettonica e documentaria.
In questi eccellenti studi scientifici a proposito della nostra Arciconfraternita. si sono posti in rilievo l’antichità della stessa con le sue regole approvate dall’autorità ecclesiastica e documentate fin dal 1513, il notevole apporto artistico offerto alla città rinascimentale pre e post tridentina, l’attenta custodia delle cappelle concesse nelle due cattedrali (medievale e barocca), gli sviluppi del culto eucaristico, in particolare con l’accompagnamento del Viatico portato ai moribondi, le Solenni Quarantore e la preparazione delle “spettacolari” macchine liturgiche del S. Sepolcro durante il Giovedì Santo.
Tali contributi sono stati il fondamento di questa Giornata e la traccia su cui ogni studioso ha utilizzato per la propria specifica ricerca che ha fatto emergere ulteriori aspetti storici, artistici e celebrativi, anche inediti, per arricchire il bagaglio culturale di tutti, onde meglio comprendere consuetudini, usi e costumi di questa antica forma di associazionismo laicale.
Accolti dal direttore del Museo Diocesano, professor Michele De Palma. la Giornata di studio è stata moderata dal professor Domenico Cofano e si è svolta in due sezioni di lavori: nella mattinata si sono illustrati gli aspetti generali della ricerca mentre nel pomeriggio si è scavato su aspetti specifici dell’Arciconfraternita.
L'inquadramento storico riguardo al periodo di nascita dell’Arciconfraternita è stato curato dal professor Pasquale Corsi con la disamina della situazione in Europa e in particolare nell’Adriatico. Il contributo si è soffermato in particolare sui rapporti tra Monopoli e Venezia alla fine del Medioevo, tra il ’400 e il ’500.
Subito dopo la professoressa Liana Bertoldi Lenoci ha illustrato la situazione confraternale cittadina dell’epoca, inquadrando l’istituzione in parola in una visione più ampia e globale per meglio capirne la propria individualità e, allo stesso tempo, l’importanza.
Più specificatamente, una disamina storica, precisa e puntuale, delle situazioni e vicissitudini attraversate dall’Arciconfraternita, l’ha svolta egregiamente il professor Martino Cazzorla che ha anche voluto dissertare sull’attuale funzione e significato di tale consesso cittadino.
La sessione pomeridiana si è aperta con l’intervento della professoressa Cristiana Guarnieri che ha illustrato e descritto in maniera sapiente e articolata, tutte le fonti archivistiche di cui possiamo disporre e che permettono ancora oggi di poter conoscere e studiare vicende storiche-artistiche di avvenimenti successi anche cinque secoli fa.
In particolare una fonte archivistica importantissima, per altro gelosamente custodita presso l’Archivio Unico Diocesano, è lo statuto di fondazione del 1513; tale importantissimo documento è stato opportunamente studiato e quindi ottimamente esposto nel secondo intervento dalla professoressa Liana Bertoldi Lenoci.
Un altro documento di notevole importanza, testimone fondamentale della storia della detta Arciconfraternita, è il Libro della Confrataria del Corpo de Christo de la cita de Monopoli, dove l’autore delle miniature presenti è il valente Reginaldo da Pirano. Tale figura, da considerare di altissimo valore dal punto di vista artistico, è stata oggetto di un’inedita e preziosa ricerca della professoressa Emanuela Elba.
Nel successivo intervento, la professoressa Clara Gelao ha studiato un aspetto particolare di espressione artistica riguardo alla prima e più antica cappella del Corpo di Cristo, cronologicamente precedente all’istituzione ufficiale della congrega; infatti, si è soffermata specificatamente su quello che poteva essere il grande dossale in pietra policromata nella prima cattedrale romanica ormai distrutta, soffermandosi e ribadendo argomenti abbastanza suggestivi e interessanti.
Per ultimo la professoressa Anna Maria Aversa ha dato il suo contributo alla causa disquisendo dell’argenteria sacra confraternale tra XVII e XIX secolo, redigendo quattordici schede su altrettanti manufatti facenti parte del tesoro dell’Arciconfraternita.
In contemporanea al convegno, nelle sale del Museo Diocesano è stata allestita una mostra documentaria per mettere in risalto il notevole patrimonio del sodalizio costituito da preziose pergamene, miniature, codici e platee; inoltre questo momento celebrativo è stata completato da una visita guidata ai luoghi confraternali, quali la Cappella del Santissimo e l’attiguo Oratorio, con la visione di diversi manufatti artistici, in particolare dipinti e argenti, quali espressioni del culto religioso.
Nella presente Giornata di Studio si è voluto mettere in evidenza, tra il variegato mondo dei culti confraternali della città, il ruolo religioso e sociale che questa congrega ha avuto nella promozione della adorazione del Corpo di Cristo e della devozione alla Madonna della Madia.
E’ utile e quasi doveroso contemplare il passato per capire molto del presente: con questo incontro culturale si è colta l’occasione di riscoprire, riconoscere ed esaltare la tenace tutela delle tradizioni locali e della primigenia volontà animatrice e promotrice dell'Adorazione Eucaristica, che ha caratterizzato e caratterizza la confraternita presente nel cuore della cittadinanza monopolitana.
Attraverso questo anniversario plurisecolare e con questi ulteriori approfondimenti scientifici ci si vuole immergere ancora una volta in aspetti non ancora noti e d’interesse altissimo per dare ulteriore e doveroso lustro agli uomini e le donne che hanno coltivato e continuano a perpetuare il culto al SS. Sacramento e alla Vergine della Madia.
|