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I cavalieri di San Nicola e L’Ordine della Nave
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Presentazione

  
I cavalieri di San Nicola e L’Ordine della Nave  

Dopo il medioevo dorato del XIII secolo, che vide il fiorire delle arti e l’agiatezza delle popolazioni europee e del mondo bizantino, si assiste alla crisi epocale del secolo successivo, che colpì in maniera sensibile tutte le popolazioni senza alcuna distinzione, infierendo in particolare sulle classi sociali più indigenti. Il precedente medioevo aureo aveva tratto sviluppo dal clima temperato e dallo scioglimento dei ghiacci, condizioni favorevoli all’aumento demografico e allo sviluppo dell’agricoltura, con un sensibile abbassamento dei prezzi delle derrate alimentari. Il peggioramento del clima, con aumento della piovosità e conseguente umidità eccessiva, danneggiarono in maniera irreparabile l’agricoltura e in particolare i cereali, che rappresentavano il principale sostentamento delle classi meno abbienti. Molti campi, soprattutto quelli delle zone impervie divennero in poco tempo improduttivi e portarono alla grande carestia del secondo decennio. Questa fu la prima di una serie di crisi che su vasta scala colpirono soprattutto il Nord Europa e, in misura più moderata, l’Italia settentrionale, causando milioni di morti per denutrizione e per le conseguenti malattie, e ponendo fine al precedente periodo di crescita e prosperità che durava dall'undicesimo secolo. Fu un periodo segnato da attività criminali, malattie e morte diffusa, fino a episodi di infanticidio e cannibalismo; l’Europa non si riprese completamente per diversi decenni. La crisi ebbe conseguenze sulla Chiesa, sullo Stato, sulla società europea e sugli avvenimenti che seguirono nei decenni successivi del quattordicesimo secolo. Dalla crisi non fu escluso neanche il prospero e vasto Impero Bizantino.

Violente lotte sociali, tra cui due grandi guerre civili, ne indebolirono la potenza militare. Le conseguenze furono tragiche, in quanto la situazione permise ai Turchi ottomani di avanzare verso Costantinopoli. Bisanzio perse molti dei suoi territori asiatici, e l'Epiro si ridusse significativamente ad opera della Serbia. Imperatore era Andronico III Paleologo, sotto la reggenza della madre, ma il capo de facto dell'impero bizantino era Giovanni Cantacuzeno, uno stretto collaboratore del defunto imperatore, un ricco proprietario terriero che aspirava alla reggenza. Questo conflitto aprì una lotta di classe, con i ricchi e potenti che sostenevano Cantacuzeno mentre la povera gente sosteneva la reggenza dell’imperatrice. Cantacuzeno riuscì a conquistare Costantinopoli nel 1347 e pose fine alla guerra civile, ma l'impero bizantino diveniva sempre più circondato dall'avanzata ottomana. In questo clima europeo e asiatico si pone l’iniziativa militare-cavalleresca del re Carlo III d’Angiò Durazzo. La necessità di rafforzare la sua posizione, dopo le lotte sostenute con la regina Giovanna I, con Luigi d’Angiò e con il Papa Urbano VI, ed il progetto di rendere il titolo di re di Gerusalemme da formale a sostanziale, furono le motivazioni che indussero Carlo a istituire l’Ordine della Nave, in cui raccolse i fedelissimi della corona, appartenenti alle dinastie dominanti dell’Italia meridionale. L’Ordine lasciò un grande segno nella storiografia successiva e probabilmente nella tradizione popolare, in quanto legato alla devozione nicolaiana, ma si estinse con il suo ideatore.

Rimarcare la presenza di questo Ordine, e soprattutto leggerne l’articolato statuto voluto da Carlo III, è un utile spaccato storico su un’epoca poco studiata, così lontana, ma per molti versi così vicina.

Siamo pertanto ben lieti di concedere, a questa lodevole opera di ricerca e ricostruzione storia, il patrocinio del nostro Centre Culturel du Monde Byzantin.

 

S.A.I.R. Johannes Angelos XIII

Presidente Centre Culturel du Monde Byzantin

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Scheda bibliografica
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Autore Angela Campanella 
Titolo

I cavalieri di San Nicola e L’Ordine della Nave

Editore Favia Arti Grafiche - Modugno (Ba)
Prezzo s.p.i.€
data pub.

dicembre 2019

In vendita presso:
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