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La missione di Padre Pio
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Presentazione
  
 

Quella che segue è l'ultima biografia su Padre Pio. L'ultima di una lunga serie.
Ma non è come le altre. Anzitutto perché è la prima. e finora I' unica, a descrivere l'intero cammino terreno, pre e post mortem, del nostro santo confratello, il cui ultimo atto è stata l’esumazione e ricognizione canonica del suo corpo. Poi perché questa è una delle poche pubblicazioni che riescono a coniugare la storicità degli eventi narrati con la fruibilità e la scorrevolezza del testo. Infine perché l'autore ha potuto attingere notizie alle fonti più attendibili attualmente a disposizione e le ha messe insieme con una precisione che rasenta la pignoleria. di cui ha già dato prova in altri lavori precedenti. come “Il Papa e il Frate”. un libro che in tre anni ha venduto circa ventimila copie. La novità più importante di questa opera è, comunque, il racconto di quanto è avvenuto il 2 marzo scorso. Molto opportunamente Stefano Campanella non si limita alla cronaca. Va oltre e cerca di individuare il messaggio che emerge dall’evento e che lo trascende. Un evento che, noi frati minori cappuccini, abbiamo vissuto con la consapevolezza di compiere un atto storico. Ma questa consapevolezza, più che riempirci di orgoglio, ci ha fatto percepire il senso di una enorme, inesprimibile responsabilità.
L’amore verso il nostro venerato confratello non poteva tenerci ancora inerti di fronte alla necessità di verificare le condizioni del sepolcro, lo stato del corpo e di procedere a un idoneo trattamento, come avviene per tutti gli altri beati e santi. I fatti e il parere dei periti, poi. ci hanno dato ragione.
La fedeltà alla tradizione della Chiesa non ci consentiva di continuare a lasciare un Santo sepolto sotto terra.
Siamo sicuri di aver tatto ciò che era giusto, utile e necessario, mettendo le basi per la successiva azione del Signore, molto più importante della nostra. Tocca, infatti, alceleste Padrone della messe irrorare lo sterminato campo delle anime con la sua grazia e, successivamente, raccogliere abbondanti frutti di rinascita spirituale. 
Se fra i tanti, tantissimi fedeli che verranno a San Giovanni Rotondo per venerare le spoglie mortali di un Santo, almeno qualcuno tornerà a casa con una fede rinvigorita, se fra i non credenti che saliranno su questo monte per curiosità, almeno qualcuno ne ridiscenderà convertito, tutto ciò che abbiamo fatto e ci accingiamo a compiere avrà una motivazione in più. 
La più nobile. Quella per cui l’esemplare figlio di san Francesco si offrì vittima fin dal primo giorno della sua missione sacerdotale: la salvezza delle anime.
Con lo stesso intento pastorale ci accingiamo a predisporre un calendario di iniziative per commemorare adeguatamente il quarantesimo anniversario della nascita al cielo di Padre Pio da Pietrelcina e il novantesimo anniversario della sua definitiva e permanente stimmatizzazione, avvenuta il 20 settembre 1918. 
Questi eventi non devono essere occasione di sterile sovraesposizione medianica di un luogo e di un nome che non hanno certo bisogno di fama o di popolarità. 
Dobbiamo, tutti insieme, approfittare delle possibilità che ci vengono offerte, per tornare a riflettere sull'insegnamento di questo grande Santo, sul motivo per cui il Signore ha scelto di mandare un tale profeta nel nostro tempo, imprimendogli sul corpo i sigilli della sua passione e morte. 
Proprio sulle stimmate è stato già programmato, per il prossimo mese di settembre. un convegno internazionale con i maggiori studiosi di tutto il mondo nelle discipline attinenti: medicina, psicologia, sociologia e teologia.
Vogliamo, infatti, che la voce di Padre Pio possa parlare ai dotti e alle persone semplici, a chi ha fede e a chi ne ha poca o non ne ha per niente. 
Possa usare linguaggi diversi per trasmettere un unico messaggio: l'amore di Dio per tutti gli uomini e per ciascuno in particolare. E mi auguro che anche il presente volume possa servire a questo scopo e riesca a seminare nel cuore di quanti lo leggeranno il germe della carità e il desiderio di imitare non il protagonista di un romanzo. ma un uomo vero, un autentico cristiano, un innamorato di Cristo e dei fratelli. 
Una volta Angelo Battisti, prima suo figlio spirituale e poi amministratore di Casa Sollievo della sofferenza, chiese al venerato cappuccino: “Come fa a ricordarsi di tutte le creature che a lei si rivolgono, quelle che vengono e quelle che da lontano la chiamano?”. “Penso - suppose - che farà una comune intenzione,. tutto un ‘calderone’…”. Padre Pio lo squadrò da capo a piedi e poi gli rispose con un sorriso: “Nel calderone ti ci butto dentro a te: io le ricordo e le chiamo una per una e gli conto i capelli e ce n'è davanzo”. 
Questa è la grandezza dei santi. Questa è la loro capacità di amare uno per uno tutte le anime a loro affidate. Questo è il riflesso dell’ancor più grande capacità di amare di Dio che da, buon pastore, quando smarrisce una delle sue pecore lascia “le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta” e, “se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite”.

Fr. Francesco D. Colacelli direttore di Voce di Rido Pio

 

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Scheda bibliografica
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Autore Stefano Campanella
Titolo La missione di Padre Pio
Editore Grafica 080 - Mudugno (Ba)
A cura di Edinorba - Conversano
Prezzo s.p.i.
data pub. aprile 2008
In vendita presso:
Edinorba - Conversano
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Rubrica di approfondimento sulla vita di Padre Pio
Stefano Campanella, direttore di Padre Pio TV

10 domande su Padre Pio puntata 1

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