Nell'intento
di far conoscere uno tra i più antichi monumenti storici
e religiosi di Conversano e, altresì, con lo scopo precipuo
di farne apprezzare, convenientemente, i suoi più distintivi
valori architettonici, artistici e di culto è stato edito
l'opuscolo "Basilica Cattedrale di Conversano[1]".
La brochure è stata realizzata con il patrocinio del Comune
di Conversano. È stata, fortemente, voluta dal responsabile
della Diocesi di Conversano-Monopoli dall’arcivescovo monsignor
Domenico Padovano e, in nodo particolare, dall'arciprete don Pasquale
Cantalupo, attuale parroco della Basilica Cattedrale. Il pieghevole,
infatti, è stato edito per essere distribuito, gratuitamente,
ai cittadini e ai forestieri in modo particolare durante i festeggiamenti
di Maria SS. della Fonte. E per quest'ultimo motivo l'Amministrazione
comunale, guidata dal sindaco Vitantonio Bonasora, ha contribuito
alla realizzazione della pubblicazione con 10 milioni di lire.
Questo opuscolo - va proprio ricordato a inizio di queste note -
viene alla luce, davvero provvidenzialmente, venti anni dopo che
Ubaldo Panarelli ha dedicato sempre alla nostra Cattedrale
[2] una sua monografia.
Una segnalazione questa che va fatta, e con particolare rilievo,
perché - innanzi tutto - non riteniamo sia mai disdicevole
rammentare che se noi si riesce a vedere più lontano di chi
è venuto al mondo prima di noi è perché noi,
posteri, si sta sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto.
Quella di Panarelli è una pubblicazione che va ricordata
poi anche perché nessuno, tra coloro che hanno già
segnalato la pubblicazione di questo opuscolo, ha trovato il modo
d'indicare il precedente storico più immediato della guida
che, ora, vede la luce. E in questa sorta di infortunio sono incappati
sia per una perdonabile dimenticanza quanto perché legati
alla mera contingenza di un'estemporanea segnalazione giornalistica.
Fatta questa doverosa premessa, di seguito, diamo conto dei pregi
che sono condensati - con sagacia espositiva e essenzialmente con
intenti divulgativi - nel pieghevole che recensiamo.
Indiscutibilmente la nostra Cattedrale merita d'essere illustrata
con una davvero corposa pubblicazione che ne illustri quindi compiutamente,
sia sotto il profilo storico-artistico che religioso, tutti suoi
più precipui pregi.
Non si può , infatti, affatto dimenticare che la Cattedrale
di Conversano è stata costruita seguendo canoni stilistici
tardo romanici pugliesi. Uno stile architettonico che è uno
dei frutti più significativi di quella straordinaria stagione
artistica, peculiarmente pugliese, che si connota per le sue notevoli
caratteristiche compositivo-strutturali. Fenomeni artistici questi
ultimi che tanto lustro hanno dato alla Puglia e in specie nelle
sue più singolari realizzazioni. Si ricordino in proposito
- tra le altre - le ben note cattedrali di Bari, di Bitonto, di
Ruvo, di Trani e di Troia.
E la Cattedrale di Conversano, proprio
per alcune sue caratteristiche, non sfigura al loro confronto se
non in parte. Per ciò, pur tenendo presenti queste ultime
considerazioni, dobbiamo convenire che nonostante la sua esiguità
l'opuscolo "Basilica Cattedrale di Conversano" merita,
sopra tutto per i suoi specifici intenti, un'ampia segnalazione.
E questa segnalazione se la conquista, forse, proprio grazie alle
sue contenute proporzioni. E, poi pure, in quanto è confezionato
con notevole abilità grafico-compositiva e poi per la indubbia
.......padronanza della materia che vi è compendiata.
Nelle pagine di "Presentazione" Pasquale Cantalupo, inizialmente,
ricorda che per la Chiesa Madre conversanese non sono mancate pubblicazioni
di valore, pure se di taglio in genere preminentemente specialistico.
Poi aggiunge che, purtroppo, nulla di tutto quanto è già
stato pubblicato in passato è più in commercio.
Quindi preso atto che la tanto sospirata nuova e ampia monografia
sulla Basilica, pur da parecchio tempo in gestazione, non vede ancora
la luce - rileva che si avvertiva, da tempo, la mancanza di un'agevole
baedeker da che guidasse alla "lettura" delle componenti
strutturali e architettoniche della Cattedrale e quindi poi anche
dei tesori artistici e di devozione che la stessa custodisce. E
che, per ciò, la guida alla Basilica Conversano assolve,
per l'appunto in modo preminente, alla funzione di un agile ma ben
documentato baedeker che purtroppo mancava. E che quindi la guida
viene offerta al lettore, e/o visitatore della Basilica, essenzialmente
per fargli cogliere "in misura sintetica storia, arte e ricchezza
religiosa della cattedrale".
Nel capitolo intitolato "La sua storia" sono raccontati
- da Angelo Fanelli - i quasi mille anni di storia che sono racchiusi
nelle volte, nei quadri, negli affreschi e nelle immagini sacre
di un tempio che è molto amato dai conversanesi. Ma che è
forse quasi tutto da riscoprire artisticamente e religiosamente.
Così che quanto si ha dinanzi agli occhi finisce col divenire
- pur compendiato in poche pagine - il resoconto - appassionato
e per giunta sempre sorprendente - delle vicende che prima hanno
fatto nascere l'idea della costruzione della chiesa. Poi condizionato
e la costruzione[3] e i vari interventi che si
sono succeduti nel tempo. E, quindi poi pure, la narrazione degli
eventi infausti - davvero numerosi - che hanno portato la Cattedrale
di Conversano a essere così come oggi si presenta all'ammirazione
dei devoti come dei cultori.
È quest'ultimo un
resoconto che inizia la sua narrazione sin da quando il normanno
conte Goffredo, sul finire dell'XI secolo e gl'inizi del XII, provvede
a far erigere per il vescovo Leone - sulla chiesa paleocristiana
preesistente - un monumentale tempio. Il modello a cui si ispirarono
gli iniziali costruttori fu il romanico.
Ma già solo dopo due secoli, dalla data della travagliata
costruzione della cattedrale, la dispendiosa fabbrica della Basilica
si presentava in tutta la sua decadenza strutturale. Fu, quindi,
gioco forza intervenire. E vi provvide - dal 1359 al 1374 - il vescovo
Pietro d'Itri. Questi dovette effettuare un restauro totale del
tempio. Nel 1431 il vescovo Antonio Domininardi vi eresse una cappella
in onore di Sant'Antonio abate. Nel 1456 furono, invece, rifatti
i tetti. Sul finire del '500 il vescovo Donato Acquaviva d'Aragona
commissionò ancora più radicali lavori di rifacimento
e riparazione. Lungo tutto il '500 e il '600 nella cattedrale vennero
erette numerose cappelle ricche di stucchi, colonne, pilastri e
statue lignee dorate. Nel 1660 il vescovo Giuseppe Palermo consacra
la chiesa dedicandola alla Vergine assunta in cielo.
L'ulteriore più compiuta trasformazione barocca, di tutto
l'interno della Cattedrale fu perfezionato, nel 1703, dal vescovo
Filippo Meda. Così che del primitivo stile romanico pugliese
non si poteva che intravedere davvero ben poco. Ma quel poco, poi,
fu del tutto occultato per opera del vescovo Fabio Palumbo.
Un secolo dopo, su commissione del vescovo Salvatore Silvestris,
l'architetto conversanese Sante Simone fu incaricato di ricoprire
l'interno della cattedrale con intonaco lucido. Sante Simone, dopo
una serie di studi e accurate ricerche, si propose - invece - di
far tornare il tempio all'originaria struttura. Ma non poté
che operare che una modesta serie d'interventi e questi furono purtroppo
il risultato di una serie di compromessi. Così che Sante
Simone - nonostante i suoi lodevoli propositi - non poté
che far davvero poco per restituire alla sua antica austera bellezza
il tempio. Nel 1911, però, la Cattedrale fu divorata da un
incendio che ne distrusse completamente l'interno e alcune parti
murarie. Il "nuovo" tempio, così come lo possiamo
ammirare oggi, è il risultato di una serie di interventi
che iniziati nel 1911[4], e interrottivi
durante la grande guerra, terminarono nel 1926.
Nella sezione della guida intitolata "Aspetti artistici"
sono descritte partitamente le caratteristiche costruttive, architettoniche
e artistiche, interne ed esterne, della Cattedrale. E dinanzi ai
nostri occhi, come in una commovente processione, si susseguono
la facciata, le navate, il transetto, il protiro, i due matronei,
gli archi, il pergamo, la lunetta del timpano, i capitelli, l'architrave,
i portalini di destra e di sinistra, l'abside centrale, i doppi
portali sulle due fiancate, la torre campanaria e l'illustrazione
della pianta a croce latina della Basilica Cattedrale di Conversano.
Poi subito dopo vengono enumerati gli interventi eseguiti dai maestri
scalpellini per ornare - come si era soliti - le facciate esterne
e gli interni della Cattedrale. E per questo vengono illustrate
le fattezze del rosone centrale con raggiera, le due sculture che
raffigurano la "Crocifissione di Cristo" e "La Vergine
con Bambino", i manufatti lapidei che rappresentano un "Cristo
risorto" e una acquasantiera rinascimentale con iscrizione
incisa e scultura del santo fondatore.
Quindi poi, in questa stessa sezione, ci si sofferma a descrivere
quanto è raffigurato nell'affresco dell'abside di sinistra.
È un'opera armoniosa che "costituisce una delle gemme
più preziose" (è databile al XIV secolo) che
è rimasta ad abbellire la Basilica, dopo l'insensata vendita,
o sparizione (?), dello straordinario polittico quattrocentesco
di Bartolomeo Vivarini, poi ricomparso nell'Accademia di Venezia.
Nel paragrafo "Il culto. Maria SS. della Fonte" viene
prima narrata l'origine del culto della protettrice di Conversano.
Poi sono analizzati i caratteri stilistici - unici in tutta la Puglia
- della tavola dipinta (è una icona bizantina) che la effigia.
E, quindi, viene spiegato il perché dell'appellativo di "Fonte"
che le è attribuito. Infine è ricordata la data della
festa liturgica, che è celebrata la IV domenica del mese
mariano. E che è la più importante dell'anno e di
Conversano.
Nella parte dell'opuscolo intitolata "Il culto: San Flaviano"
si riferiscono i precedenti storici e religiosi che hanno fatto
sì che il martire San Flaviano (di cui si conserva un frammento
osseo del braccio in una teca d'argento a forma di braccio benedicente)
sia divenuto il santo patrono di Conversano. E vengono rammentati
pure i motivi storici per i quali poi, invece, verosimilmente il
culto di San Flaviano - pur entrato nell'onomastica conversanese
- non sia attecchito nel cuore del popolo. Tanto che la processione
del 4 Novembre, giorno della festa liturgica, sia andata, nei secoli,
progressivamente perdendo lustro. Mentre, viceversa, l'antica "Fiera
di San Flaviano" sia rimasta in auge. Così che la fiera
in questi ultimi tempi addirittura si è dimostrata in espansione,
al punto da richiamare flussi commerciali non solo municipali.
In "Il culto: Cristo risorto" viene descritto il dipinto
di ignoto (ma che per la composizione e la iconografia si rifà
a Piero della Francesca) che rappresenta Cristo Risorto. E che è
databile tra l'ultimo decennio del 400 e il primo del '500. Una
tela che fu composta, presumibilmente, su committenza della locale
confraternita del Corpo di Cristo o del SS. Sacramento.
Nei paragrafi intitolati: "Oggetti e arredi: argenti, crocifissi"
sono menzionati gli argenti antichi e moderni che costituiscono
il "tesoretto" della Cattedrale. E vengono, per ciò,
elencati i vassoi, i piatti stemmati per la lavanda, gli ostensori,
le bugie, i candelieri, gli incensieri, le anfore, i faldistori
(sedie a braccioli, senza spalliera, usate dai vescovi in alcune
funzioni sacre), i pastorali, i leggii, i reliquiari, i calici e
le croci pettorali in oro che la Basilica custodisce. Quindi vengono
analizzati, e se ne coglie il valore artistico, il grande Crocifisso
- una preziosa scultura lignea del '500 - che è visibile
nella navata destra della Cattedrale. E i due Crocifissi, su croci
astili (croci per processioni poste alla sommità di un'asta),
tutti e due in stile barocco. Il primo ligneo, il secondo in rame
dorato.
Infine in "La sagrestia" prima vengono elencati i dipinti
che vi sono conservati (Vi è un ritratto che, senza alcun
fondamento documentario, è attribuito a Paolo Finoglio).
Sono poi ricordate le tele e la statuetta che vi sono custodite.
Quindi le fotografie della Cattedrale che la riproducono quale era
prima dell'incendio novecentesco. E, infine, i quattro antifonari
(libri che contengono le parti cantate della liturgia della Messa),
in folio manoscritti su fogli pergamenacei, datati nella seconda
metà del '400.
Di straordinaria bellezza per la loro efficacia rappresentativa
sono le fotografie che illustrano le caratteristiche architettoniche
e artistiche man mano descritte e/o elencate nell'opuscolo. E danno
questo risultato perché non sono certo inserite in funzione
meramente decorativa.
Le riproduzioni fotografiche, tutte a colori, sono dovute a Luigi
Mastronardi. Un Mastronardi che, ancora una volta, indubbiamente
mostra tutta la sua notevole sensibilità foto-pittorica.
dato di fatto questo che gli permette di far risaltare, in maniera
sempre suggestiva, le bellezze anche meno evidenti del tempio. Così
che le singolari inquadrature della Basilica e dei più significativi
particolari della Cattedrale risultano essere di notevole aiuto
a chi intende "leggere" sia i connotati architettonici
più peculiari della nostra Basilica, quanto le stesse preziose
tele e argenti che la Cattedrale custodisce. Nell'opuscolo, con
gli intenti che prima abbiamo lodato, vengono riprodotte le foto
a colori della veduta aerea della Cattedrale e la struttura viaria
che la circonda. Quindi ripresi con il grandangolo la suggestiva
facciata, poi alcuni particolari degli interni. Dopo è riprodotta
la volta. Infine vari insoliti angoli della Basilica e alcuni particolari
artistici tra i più rilevanti del tempio. Così che
le fotografie integrano - sempre esaltandoli - i testi, la grazia
dell'impaginazione del pieghevole e poi, sopra tutto, la stessa
rappresentazione iconografica del tempio. Che, per ciò, risplende
- celebrato dalle fotografie - in tutta la sua austera, ma esemplare,
bellezza.
Di particolare valore - storico-documentario perché inedite
e provenienti dall'Archivio della Cattedrale - sono le riproduzioni,
in bianco e nero, delle "foto storiche" che - inserite
nella guida - offrono la riproduzione di scorci di quella che fu
la Cattedrale prima dell'incendio che, parzialmente, la distrusse
agli inizi del '900.
È un vero peccato che l'opuscolo non offra anche pertinenti
delucidazioni delle foto contenute nella guida inserite nelle didascalie
che quindi le contestualizzino. Ma è una marginale menda
che riteniamo una prossima ristampa della guida provvederà
a sanare.
L'opuscolo sulla Basilica Cattedrale è distribuito, gratuitamente,
al box office della cooperativa "Armida". Gli orari del
botteghino della cooperativa sono i seguenti. Feriali: 09.00 - 12.00
/ 16.00- 19. Festivi: 09.00 - 12.30. Lunedì chiuso. La cooperativa
"Armida" ha la sua sede al n. 5 di Piazza della Conciliazione,
70014 Conversano (BA), telefono 080/494959510, fax : 0804090749,
e-mail : coop.armida@libero.it, www.comune.conversano.ba.it.
[1]La cura della realizzazione
grafica del pieghevole è dell'Agenzia per grafica e stampa
Imprint s.n.c. di Giovanni Turi & C. È stato stampato a
Conversano nel Maggio del 2000. Ed è di 16 pagine. Coordinatore
dell'iniziativa e ideatore del progetto grafico è stato Giuseppe
Lenoci. I testi sono di Angelo Fanelli. Le foto a colori, invece,
di Luigi Mastronardi. La tiratura della guida è di ben 5.000
copie.
[2]La Cattedrale di Conversano.
Guida storico-artistica, Grafischena, Fasano 1980, pp. 72, con illustrazioni
in bianco e nero nel corpo del testo e fuori testo.
[3]Le fasi di completamento
della fabbrica della cattedrale di Conversano si protrassero sino
al pieno XIV secolo.
[4]"Ciò
che fu risparmiato dalle fiamme o fu disperso o, in qualche modo,
fu nuovamente inserito nelle fabbriche" del Duomo. Sull'esito
di quest'operazione cfr. di V. L'Abbate, Tracce e frammenti scultorei
della cattedrale di Conversano, in "Storia e cultura in Terra
di Bari. Studi e ricerche III", Pubblicazione del Museo Civico
di Conversano 1990, a c. di V. L'Abbate, Congedo, Galatina 1990,
pp. 142-146.
|