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Foglie

 
Investire nel futuro
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Sommario
4 Commercianti e produttori uniti dal grande freddo

7 OCM intervista all'Onorevole Servodio

10 Istituito a Monopoli il Tavolo Olivicolo

13 Le nuove s.r.l. in gricoltura

14 Uva da tavola come uscire dal tunnel

20 Le scadenze per il mese di gennaio

23 Forum di medicina vegetale a Locorotondo

27 Ultime disposizioni in materia di aerofarmaci

28 Scatta l'obbligo di pagamento telematico dei modelli F24

30 Dal siero dei latte proteine per il fitness

Siamo all'inizio di un anno che sarà determinante per le sorti della nostra agricoltura. Veniamo da un 2006 sicuramente non favoloso: infatti, quasi tutti i comparti hanno subito delle forti perdite in termini di reddito, mettendo in difficoltà molti produttori agricoli. E' sotto gli occhi di tutti noi come è terminata la campagna dell'uva da tavola con prezzi in campagna che sono crollati a 20 centesimi al chilo, ricordiamo anche come è andata la stagione cerasicola che a fronte di una quantità finalmente ragionevole ha visto prezzi assolutamente non remunerativi per buona parte degli agricoltori. Passando poi a ciò che sta avvenendo in questi giorni per i prezzi di verdura e ortaggi che, causa anche gli aspetti climatici non favorevoli, sono talmente bassi che molti campi si pensa di fresarli, e finire con quello che si sta verificando con il prezzo delle olive che non supera i 45 euro al quintale in conseguenza a ciò che sta succedendo al mercato dell'olio che non si muove dai circa 3 euro al litro. Sappiamo anche che il settore zootecnico non ha vissuto un grande anno visto che il prezzo dei latte è stato ulteriormente abbassato. Di fronte a questa situazione di crisi generale che, vista l'economia dei nostri comuni, prettamente agricola, si sta riversando su tutti gli altri settori, basti vedere quello che sta accadendo al mercato immobiliare, non si può però non reagire e pensare al futuro. Nel nostro immediato futuro vi sono i nuovi fondi comunitari per l'agricoltura all'interno dei PSR che per la nostra Regione significano quasi 1 miliardo di euro in 7 anni (2007-2013) e che quindi potranno costituire un volano (forse l'ultimo!) per lo sviluppo delle imprese agricole dei nostro territorio. Accanto a queste risorse vi sono i circa 100 milioni di euro stanziati dalla manovra Finanziaria 2007, che non sono certo molti ma nemmeno pochi visto l'attuale periodo di vacche magre. Questi soldi però non serviranno a nulla, se alla base il nostro tessuto produttivo, i nostri agricoltori, non investiranno nella qualità e nel legame con il territorio delle nostre produzioni. Venti anni fa alcune persone morirono per intossicazione da vino sofisticato con metanolo. I produttori italiani sarebbero rimasti spacciati per sempre dal mercato vitivinicolo internazionale se non avessero imparato rapidamente questa drammatica lezione e non fossero riusciti a trasformare la disgrazia in volontà di rinascita. Dopo quello scandalo si è avuta una svolta, in direzione della qualità, che potrebbe fare da esempio per tanti altri settori.

Nel settore vinicolo ha avuto successo chi ha scelto la qualità della produzione, valorizzando ai massimo la propria storia, la propria specificità e distintività territoriale. Ed ecco i sorprendenti risultati, in venti anni la produzione vinicola è diminuita dei 40% ma il suo fatturato è aumentato dei 250% raggiungendo i 9 miliardi di euro. Quanto alle esportazioni, esse sono lievitate dei 200% ponendo l'Italia ai primi posti tra gli esportatori di vino. I produttori che hanno realizzato questi risultati sono stati quelli che hanno capito che per aumentare i loro guadagni, non occorre produrre sempre più vino di qualità sempre peggiore, ma è necessario produrre meno vino di qualità sempre migliore. Ciò ha consentito di incrementare i profitti, migliorare la cultura dei settore, raffinare l'immagine e la sostanza dei prodotto, trasformare il prodotto in sistema-prodotto, capace di trainare la gastronomia, la ristorazione ed il turismo. A buon intenditor...
Antonio Galizia
   
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