La storia del nostro territorio è ricca di vicende, luoghi e opere tutt'oggi ancora poco conosciute, ed altre ancora manipolate da certa storiografia meridionale che essendo legata al mondo ecclesiastico o a nobili Famiglie ha preferito mistificare figure a volte scomode come quella del conte Giulio II Acquaviva D'Aragona, personaggio che condusse una vita errabonda e avventurosa, piena di luci cd ombre, ma che al tempo stesso ha reso la città di Conversano nel Seicento una delle più celebri ed importanti sotto l'aspetto culturale e artistico. Racconta appunto queste storie l'opera "Il destino dei duellanti", dello storico e professore Vito Didonna, insegnante di Storia e Filosofia al Liceo "S. Benedetto" di Conversano.
Nel libro, che sarà presentato il 26 di marzo a Conversano, si narrano le vicende susseguitesi al duello di Norimberga del 5 novembre 1673 tra don Giulio Acquaviva di Conversano e don Francesco Carafa di Noja, raccontate nel precedente lavoro dell'autore "L'ultimo duello". Le due casate, tra le più influenti nel territorio pugliese, dopo il celebre duello riallacciarono buoni rapporti, ma tuttavia continuarono i soprusi nei confronti dei sudditi e perseverarono nelle loro azioni poco legali, come il contrabbando, che serviva a sovvenzionare le guerre dei Borboni contro gli olandesi. Proprio a causa di questi traffici illeciti da parte di Giulio II, egli è stato accusato di aver provocato la diffusione della pestilenza che afflisse la popolazione pugliese sul finire del seicento.
Gli scenari delle grandi guerre europee dell'epoca, apparentemente scollegate dalle trame politiche e sociali del territorio, sono al contrario strettamente in connessione con la storia del nostro meridione. Cosi come sono numerosi gli esempi citati nel libro di dissidi con la Chiesa, altro potere forte a quei tempi, a causa di turbolenti amori tra monache e nobili e di conseguenti rapimenti e fughe per l'Italia, oppure il contrasto tra il conte Giulio e il Vescovo Brancaccio di Conversano, a causa dell'assassinio da parte del conte di un canonico e di altre prepotenze.
Nel periodo in cui regnarono Giulio II e la sua consorte Dorotea D'atri, Conversano fu luogo di grandi iniziative urbanistiche e culturali, ad esempio in occasione delle nozze tra i due, Giacomo Lubrano celebre poeta marinista, compose un sonetto descrivendo Dorotea un dono divino e il conte Giulio "emulator dè Numi". Si intraprese la costruzione di un teatro all'interno dei castello, dotato di palcoscenico e di numerosi fondali scenografici, che determinò una vasta produzione teatrale all'epoca.
I conti di Conversano intrapresero un'altra notevole iniziativa urbanistica: la costruzione di un boschetto nel 1687 circa, a 3 km dal centro abitato, sulla strada rurale che conduce a Turi. Questo boschetto, protetto da una nota muraglia conosciuta col nome di "muro del diavolo", racchiudeva una rigogliosa vegetazione arricchita da selvaggina. Ma al centro è collocata un opera tuttora esistente di cui pochi cittadini sono a conoscenza, una grande piscina di forma ovale dove i due novelli sposi andavano a rinfrescarsi.
Questo volume, pieno di curiosità e affascinanti storie del nostro territorio, ci offre la possibilità e il piacere di conoscere meglio ciò che ci appartiene, che troppo si sottovaluta o addirittura si ignora, impoverendo noi stessi e la nostra storia.
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