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Scaffale Il Tuo libro nel Web - di F. Rizzo - Castellana G.
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| L'ultimo duello |
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Il duello del 1673 a Norimberga fra Giulio Acquaviva e Francesco Carafa potrebbe essere tradotto in chiave teatrale nel prossimo agosto |
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Intervista all'Assessore alle Politiche Culturali |
DAL LIBRO alla rivisitazione in chiave teatrale dell'argomento storico: il passo breve potrebbe toccare all'ultima fatica letteraria del prof. Vito Di Donna, “L'ultimo duello”. Sulla storia dell'epico scontro a due mani (spada e pugnale), avutosi nella fredda città tedesca di Norimberga, fra don Giulio Acquaviva d'Aragona, conte di Conversano e don Francesco Carafa, duca di Noja (oggi Noicattaro), potrebbe dunque aprirsi il sipario di un palcoscenico d'eccezione, probabilmente quello della sfilata di San Rocco del 16 agosto prossimo. Un'eventualità non smentita, anzi fortemente caldeggiata dall'assessore alla cultura del comune aragonese, Pasquale Sibilia. “L'idea c'è, e la reputo alquanto interessante. Si tratta di un modo per attirare l'attenzione di quanta più gente possibile su un evento della nostra storia locale non molto conosciuto”. Merito all'autore, quindi, per aver offerto un grande contributo al recupero di un pezzo di cronaca storica, al supporto della quale persistevano soltanto le memorie orali tramandate di generazione in generazione. Ci sono voluti precisamente 335 anni per riportare alla luce queste vicende, raccolte nel registro delle deliberazioni segrete del Senato di Norimberga e in altri carteggi dell'Archivio di Stato della città della Baviera. Era il 5 novembre 1673 e oggetto della contesa era l'acquisizione del territorio di Rutigliano da parte dei Carafa, uno sgarbo non gradito ai viciniori conti Acquaviva d'Aragona. Grande emozione per il prof. Di Donna, originario di Noicattaro, docente di Storia e Filosofia presso il liceo linguistico “San Benedetto” di Conversano: “L'idea di ritrovare a Norimberga quelle pagine impolverate della nostra storia è frutto di un confronto con un mio amico, dal quale è nato questo spunto, oggi tradotto in un libro. Nei duellanti c'era uno spirito quasi eroico che alla fine si tramutò in fraternità, quando il Carafa, ferito, ottenne la riconciliazione di Giulio Acquaviva”.
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