Franco D'Attoma è
senza alcun dubbio un personaggio degno dell'iscrizione al ristretto
albo di coloro che hanno fatto la storia del calcio italiano. Per
due motivi, almeno.
Il primo ha il nome ed i volti del grande Perugia fine anni Settanta,
operaio e sublime, la provincia elevata a capitale. Resta impresso
nella memoria collettiva il secondo posto della stagione '781'79,
un intero campionato senza sconfitte e solo il Milan davanti ad
ostilità esaurite. Un piazzamento di prestigio incredibile
per una cosiddetta provinciale, - al punto che il termine più
usato per definirlo fu quello di "miracolo" - che aprì
ai grifoni le porte dell'avventura in Coppa UEFA nella stagione
successiva.
Di questo "miracolo" D'Attoma, il Presidente, fu il vero
artefice, con la sagacia gestionale che lo caratterizzava, il coraggio
leonino e l'entusiasmo incontenibile che ci volevano per ardire
la sfida alle grandi corazzate metropolitane, il suo fiuto straordinario
per le strategie vincenti.
E veniamo così all'altro volto di D'Attoma, quello dell'imprenditore
dinamico ed illuminato, capace di idee rivoluzionarie ed innovative,
di tale modernità da poter essere apprezzate appieno solo
anni dopo. Grazie a queste doti purissime D'Attoma ha saputo dare
il secondo, e forse ancor più significativo, contributo al
calcio italiano, con la lucidissima intuizione che le prospettive
economiche di questo sport sarebbero state indissolubili dallo sfruttamento
delle sterminate potenzialità del mercato televisivo e promopubblicitario.
D'Attoma è stato in Italia il vero pioniere di una via che
si è oggi trasformata in una lussuosa autostrada battuta
infallibilmente da tutti.
Ho parlato del Presidente e dell'Imprenditore, lasciando per ultimo
l'uomo. L'ho fatto per tributare tutto l'onore possibile alla sua
intelligenza, all'immediata simpatia che suscitava nel suo interlocutore,
alla generosità con cui sapeva dedicarsi a tutto ciò
che faceva, si trattasse dell'impresa più ambiziosa o del
gesto più semplice. Ogni ulteriore parola sarebbe superflua.
Fanno fede della sua unicità la gratitudine ed il rimpianto
con cui viene ricordato da tutti coloro che nel calcio hanno operato
e continuano ad operare, facendo tesoro dell'inestimabile retaggio
di Franco D'Attoma.
|