Radici e globalità sono i valori che Hédi Bouraoui celebra con discrezione e con un ritmo lento e malinconico nel suo libro “Puglia a braccia aperte”.
Quale ricchezza si possa determinare nella conoscenza delle culture di varia etnia,, possiamo leggerla nelle parole di Hédi che si definisce il Traversante “Ad ogni traversata ricarica le sue batterie …” “Come il pettine del telaio del tessitore, ogni va e vieni è un nuovo filo che nasce…”. Certamente è proprio questa esperienza di arricchimento continuo da un continente all’altro che permette all’Autore di affermare con enfasi all’improvviso “La mia Puglia è come il Canada perché ha un territorio che varia…”
Hédi si definisce Cantastorie, storie di uomini che hanno sofferto nel lasciare la propria terra.
E richiama a riscoprire il Mediterraneo … base dell’umanesimo.
“Si all’unione dei paesi europei mediterranei ma nella dignità e alla pari; il patrimonio culturale della gente del Sud nella sua diversità è fattore di arricchimento; il mondo corre diritto alla sua rovina, incamminandosi verso l’omogeneizzazione delle culture sotto il segno dell’inglese d’America e della sua visione del mondo…
Solo la mela americana… lucente… lucidata… dai colori perfetti… ha lo stesso sapore - sapore insipido di pale di fico d’india – a Toronto, Chicago, Addis Abeba … Shingapore, Roma, Parigi… Antanarivo o Bari!...”
“L’immigrazione è un fenomeno mondiale… va trattato nella concertazione e nel multilateralismo; i paesi poveri vogliono uscire dalla tirannia e dall’integralismo, dalla chiusura in tutte le sue forme; i paesi ricchi potranno aiutarli indicando loro gli ordini comuni del buon governo.
In poche parole: democrazia, libertà, uguaglianza tra i cittadini. Diritti dell’uomo, tolleranza nei confronti delle minoranze. Si dimentica spesso che proprio sulle due rive del Mediterraneo si sono formate le civiltà del mondo Occidentale e Orientale. Qui sono nate le tre religioni, qui l’umanesimo…”
“La terra appartiene solo ai mari e agli oceani, in definitiva all’acqua”.
“Le radici sono in noi e possiamo svilupparle in tutta libertà… sia da parte tua sia da parte mia… “(dialogo con Chiara).
Nella lettura di “Puglia a braccia aperte” colpisce l’uso improvviso del verbo “acciambellarsi” per indicare l’intensità dei sentimenti di amicizia e di piacere della conoscenza e si resta attoniti alla batteria di stimoli che Hèdi offre per la riflessione sulla condizione migrante dell’uomo d’oggi.
Nel nostro tempo, come dice Morian, abbiamo bisogno non di una sola identità ma di tante dentità concentriche che ci elevano dal localismo e dal provincialismo e ci orientano alla comprensione delle culture diverse alla riscoperta di una umanità autentica e solidale.
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