È una brochure.
Sedici le pagine. Ma deliziose. È tascabile. Ma è splendidamente
illustrata. Le riproduzioni, infatti, sono tutte a colori. Il costo
è di un euro. Queste alcune delle caratteristiche della guida
redatta per illustrare le tele dipinte da Paolo Finoglio e che attualmente
sono custodite nella Pinacoteca Comunale.
È certo solo un attraente opuscolo. Ma assolve, con elegante
funzionalità, al suo compito: far “leggere”,
con cognizione di causa, il ciclo pittorico che è dedicato
a illustrare il miracolo delle dieci grandi tele del Finoglio, che
celebrano altrettanti episodi della “Gerusalemme liberata”
di Torquato Tasso.
La brochure contiene, ovviamente, l’indispensabile. Ma privilegia
le informazioni di carattere storico ed esegetiche. E queste sono
sufficienti per penetrare nei segreti di un intero mondo. A noi
lontano. Ma che realizzò un progetto ambizioso. Che era politico
e insieme artistico. E che fece divenire il feudo degli Acquaviva
una corte principesca. Non inferiore a quelle omologhe del Nord
d’Italia. E questo progetto si realizzò grazie a Giangirolamo
II Acquaviva d’Aragona, XXI conte di Conversano, e sua moglie
Isabella Filomarino.
L’opuscolo è bilingue. È in italiano. E ha
l’inglese a fronte. È stato ideato, realizzato e tradotto
a cura dei componenti dalla cooperativa Armida. I testi sono di
Vito L’Abbate, ex direttore del Museo Civico. Il progetto
grafico è stato realizzato da Murales-Conversano. Le foto
sono, invece, di Giuseppe Gernone. La brochure è stata stampata
dalle Arti Grafiche Scisci di Conversano.
L’opuscolo ospita tre capitoletti, ben 27 illustrazioni a
colori che riproducono altrettanti particolari delle dieci grandi
tele del Finoglio e la riproduzione dei due dipinti che ritraggono
i due committenti dell’ciclo pittorico: Giangirolamo II e
Isabella Filomarino.
Il primo capitoletto segnala i motivi che hanno inserito Conversano
nell’ambito nazionale dei grandi itinerari storici e culturali.
La seconda sezione colloca il ciclo pittorico del Finoglio nel contesto
dell’arte, della letteratura e dell’ideologia cortigiana
di cui sono l’espressione. Il terzo paragrafo schizza i ritratti,
umani e politici, degl’illuminati committenti del ciclo finogliesco.
Il quarto dà inizialmente conto della consistenza della “galleria”
che fu un tempo degli Acquaviva. E, infine, accenna alla sua sorte.
Insomma la brochure si propone come una sintetica, ma ulteriore
riflessione, sulla parte più magnificata dei dipinti usciti
dal pennello di un maestro napoletano, che a Conversano, rinverdì
i fasti della pittura più significativa dell’Italia
del Mezzogiorno dell’inizio del ‘600. |