Culto per l’arte
e per le più caratteristiche tradizioni popolari. Amore per
la cultura e le bellezze naturalistiche. Attaccamento ragionato agli
gli usi e ai costumi. Ma che hanno un loro intrinseco valore storico.
Questi sono alcuni dei capisaldi su cui si fonda l’antica notorietà
di Conversano. Una notorietà che per giunta ha sin anche superato
i confini d’Italia.
Se ancora si hanno dubbi in proposito si leggano i testi e si
ammirino le fotografie della splendida brochure, sponsorizzata da
“Elementa-Finco” e appena ideata, realizzata e pubblicata
a cura della “Cooperativa Armida”. Il volumetto s’intitola
“Conversano Città d’Arte”. Le pagine -
di grande formato - sono 80. I testi sono stati scritti da Luisa
Capodacqua, Vito L’abbate, Annarita Lovecchio, Carlo Mansueto,
Wania Mascialino, Maria Pia Murro, Anna Maria Patano. Si deve, invece,
a Vito L’Abbate - già direttore del Museo Civico -
l’introduzione intitolata “Conversano, sintesi storica”.
L’esemplare progetto grafico della “nuova” guida
di Conversano è singolare opera della sperimentata abilità
di “Murales-Conversano”. Le stupende fotografie, tutte
a colori, sono dello “Studio Genone-Bari”. L’esemplare
cura della stampa è delle “Arti Grafiche Scisci-Conversano”.
Il costo, però non certo popolare, è di 10,00 €.
Sintetiche, ma documentate, sono le sezioni di cui è doviziosamente
ricco il volumetto. E queste offrono una prima, anche se sufficiente,
panoramica delle bellezze monumentali, paesaggistiche e storiche
di Conversano. Analogamente sintetiche, ma sempre storicamente documentate,
sono pure le notizie che la “nuova” guida di Conversano
offre per illustrare i luoghi più interessanti che non può
mancare di visitare chi desidera avere un’idea non sommaria
delle bellezze che Conversano offre al viaggiatore colto e curioso.
Prima si sottolineava che i capitoletti della guida di Conversano
sono sintetici ma questi in compenso hanno la fortuna di risultare
delle vere e proprie brevi monografie dell’argomento che trattano.
Sicché il lettore ha a disposizione prima una sintesi della
storia di Conversano. Poi notizie sullo stemma di Conversano, i
conti Acquaviva d’Aragona, i cavalli razza Conversano, la
Pinacoteca comunale, Paolo Finoglio, la Basilica cattedrale, San
Benedetto e il suo chiostro medievale, la Chiesa di San Benedetto.
Quindi informazioni sulle Badesse mitrate di San benedetto, il Museo
Civico archeologico, la Chiesa dei SS. Medici Cosma e Damiano, su
Alessandro Turchi detto l’Orbetto, su Nicola Gliri e Carlo
Rosa. Inoltre ragguagli sul culto di Santa Rita, la Chiesa e il
complesso dei Paolotti, la Chiesa del Carmine, Santa Maria dell’Isola,
Nuzzo Barba, Villa Garibaldi, l’architetto Sante Simone, la
Torre di Castiglione, i laghi, le Chiesette rurali, Marchione. Poi
note sulle masserie e gli usi e costumi popolari nella Conversano
ottocentesca. Infine in appendice vi è un’utilissima
“Bibliografia”. Questa che rimanda il turista curioso
a quanto di più valido è stato sino ad ora scritto
sugli argomenti che sono stati a volte solo sfiorati. Ma, bisogna
rimarcarlo, che sono sempre trattati con straordinaria efficacia
espositiva.
La brochure certo “nulla aggiunge al vasto panorama della
storiografia locale, anzi, ad esso si riferisce ed ai suoi autori
rende doveroso omaggio”. Ma l’opuscolo ha il pregio
nient’affatto modesto, d’essere un concentrato di straordinario
buon gusto. E di ottima divulgazione. E solo sfogliarlo si rivela
una vera festa per gli occhi. Si possono infatti ammirare - esaltati
dalle singolari inquadrature, dall’abilità del fotografo
e dalla bellezza di ciò che è ripreso e quindi riprodotto
- particolari di dipinti, di monumenti e di angoli caratteristici
di Conversano che rendono appieno - se non addirittura magnificano
- un patrimonio di ricchezze che ha pochi eguali nei comuni vicini.
La guida poi - proprio per le caratteristiche cui abbiamo sommariamente
accennato - si presta ad essere utilizzata come il cicerone tascabile
ideale per ch’intende visitare il borgo antico di Conversano.
Che, per ciò, poi vuol davvero godere delle bellezze monumentali
e artistiche che lo circondano. E desidera inoltre conoscere, con
le loro origini, chi sono stati i committenti, quali le leggende
popolari che aleggiano loro intorno. Senza però mai essere
sviato da una lettura storicamente scorretta dei monumenti di quel
museo a cielo aperto che è il centro storico di Conversano.
É un vero peccato che in appendice al volumetto non vi
sia un indice dei nomi e delle località citate. É
questo l’unico rilievo che si può rivolgere ai curatori
della brochure, proprio perché hanno conseguito un dovizioso
e armonico risultato. Dato quest’ultimo che prima non era
mai stato conseguito con così notevole ricchezza da analoghe,
ma sia pur benemerite, iniziative che la hanno preceduta. E riandiamo
per quest’ultimo particolare con la memoria alle guide di
Conversano intitolate “Alla scoperta di un angolo di Puglia,
Conversano“. Ed a “Conversano“. La prima curata
dall’attuale arcivescovo di Lecce, monsignor Cosmo Francesco
Ruppi. E la seconda dovuta alle cure dell’avvocato Giovanni
Ramunni, già direttore della nostra Biblioteca Civica. Iniziative
queste ultime che hanno indubbiamente permesso, proprio per i risultati
che avevano già conseguito, ai curatori della “nuova”
guida di Conversano di ottenere soluzioni così esemplari
e pregevoli. |